In questo
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numero
numero
F
ino a qualche settimana fa non ci cre-
devamo alla fine dell’inverno. La
nevicata è stata bella ed anche divertente:
uscire da scuola e prendere di mira i com-
pagni con le palle di neve è stato un gioco
irresistibile. Ma la primavera era alle
porte con tutto il suo prezioso bagaglio:
giornate più lunghe e più calde per gioca-
re all’aperto, andare in giro con gli amici
e correre tra i prati. E infatti il conto alla
rovescia è già arrivato alla fine. Ecco il
sole. Anche in questo numero del giorna-
lino troverete i segni di questo lento pas-
saggio dall’inverno alla primavera. E non
solo in riferimento al clima. Primavera
significa “risveglio”, “uscire” da luoghi
chiusi e guardare il mondo intorno, stare
con gli altri. Rendersi conto che c’è anco-
ra tanto da scoprire. Accorgersi della bel-
lezza e della diversità dei colori. Come si
fa con i fiori.
In queste pagine troverete un po’di tutto
questo. Sulle onde dell’acqua, il bene più
prezioso, arriveremo in una scuola del
Kenia per scoprire che la felicità costa
poco e che per questo bisogna fare molto
per garantirla a tutti.
Sui fili del ricordo leggeremo le storie di
Nonno G e di altri nonni speciali. Sulla
strada ancora difficile della memoria
incontreremo le vittime della persecuzio-
ne razziale e della guerra, ancora realtà
attuali. Ed infine le poesie: molte sui
nostri sentimenti ed emozioni.
Buona lettura a tutti...
Periodico dell’Istituto Scolastico Comprensivo “B. Paganelli”-Anno 5 - N.10 - marzo 2005
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EDITORIALE
La redazione de
“Il Giramondo”
Classe IB
Mirko, Salvatore, Ivan
Classe IIA
Sara, Chiara, Marcello,
Classe IIC
Andrea, Marco, Eno,Rosario,
Classe IIIA
Devis, Christian, Alessandro,
Andrea, Bianca
Classe IIIB
Stefano
Ed ecco a voi...
la Banda dei matti
L’amore è
L’amore è fantasia,
l’amore è
tenerezza,
l’amore è gioia,
l’amore è bellezza,
l’amore è amicizia,
l’amore è bontà,
l’amore è
generosità,
l’amore è allegria,
l’amore è qualcosa che apre
il cuore, che esce fuori
e si perde nell’amore
Guido Cairo 5^A
elementare Sardegna
Natale insieme
Un Natale di Pace
Inverno
Mi leggi una storia
Le nostre attività
Siamo andati in
biblioteca
Intervista
Progetto Vela
Il tempo passa
Ascuola con AMREF
Raccordo
Tutti presenti
Io entro nella storia
La scuola
Giorno della memoria
Le etichette ci inganna-
no? Sapevate che?
Girolando
L’angolo dei messaggi
Piccoli grandi poeti
Progetto AMREFin versi
Lo tsunami
Una storia di bandiere
Le creazione e
la fine del mondo
Un capodanno speciale
Fino all’ultima partita
Violenza negli stadi
Il re del Rap
La doppia vita di Marissa
Videogiocando
Un mondo di risate
Nonno G
I nonni raccontano
Giochi ed enigmistica
Spazio libero
Organigramma d’istituto
Il 27 gennaio si celebra “La gior-
nata della memoria” per comme-
morare le vittime dei campi di ster-
mino. Durante i terribili anni delle
seconda guerra mondiale ci furono
milioni di deportati: dagli ebrei agli
zingari, dai detenuti politici ai dis-
abili agli omosessuali. Tutti perché
erano ritenuti “diversi” e quindi
“razza inferiore” rispetto alla razza
ariana. Nei lager,
uomini, donne e
bambini, anche
della più tenera
età erano sotto-
posti ai lavori più
umili e faticosi,
vivevano in con-
dizioni igieniche
quasi inesistenti,
erano mal nutriti
e non potevano
avere contatti con
i propri familiari.
I campi di con-
centramento
erano simili a for-
tezze inespugna-
bili, circondati da mura insormonta-
bili dove venivano applicati fili e-
lettrici ad alta tensione.
Anche noi alunni della 3 Aabbiamo
voluto ricordare le vittime dei lager,
partecipando alle iniziative orga-
nizzate dal Comune di Cinisello, in
particolare ad “Incontri con la sto-
ria”. Tra i presenti c’era anche l’as-
sessore Anselmino, il sindaco, un
ex deportato e la figlia di un altro ex
deportato. Questi ultimi ci hanno
raccontato la loro tragica esperien-
za. Ad un certo punto abbiamo sen-
tito una testimonianza che racconta-
va l’esperienza di una signora, ex
deportata, di nome Gerosa Ines.
In seguito abbiamo visto un video
che raccontava la storia di Roberto
Camerani, deportato all’età di soli
quindici anni nel campo di
Mathausen. Nel video c’era la
lunga sequenza delle torture inflitte
ai prigionieri, a partire dalle terribi-
li condizioni di lavoro.
Erano costretti, infatti, a lavorare
dal mattino presto fino a notte
fonda oppure li facevano lavorare
in miniera aggra-
vando il loro
stato di salute. A
coloro che cerca-
vano di fuggire
spettava la morte
nei modi più cru-
deli possibili: a
parte le camere a
gas, i condannati
venivano fatti
salire su alti scali-
ni con pesanti
massi sul-le spal-
le e poi fatti pre-
cipitare giù.
Queste atrocità
per i tedeschi
delle SS rappresentavano un diver-
timento. Anostro parere queste
“persone” non possono essere con-
siderati tali, somigliano più a delle
bestie che a delle persone.
Non possiamo fare a meno di
domandarci da dove potesse prove-
nire tutto questo odio nei confronti
del “diverso” e siamo rimasti pro-
fondamente impressionati da questa
terribile tragedia. Speriamo che
tutto questo non si ripeta più: biso-
gna mantenere vivo il ricordo e non
dimenticare mai.
Alessandro Esposito
Bianca Solomon
Devis Cortese
classe 3AS.M.S. “A. Frank”
“Sorvegliati” e coordinati da
Prof. Romina e Angela
e l’educatore Andrea
Noi e la Storia: per non dimenticare
UNA GIORNATA PARTICOLARE
L’angolo della poesia